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La scorsa settimana ho letto su fox news la notizia di uno squalo bianco di mezzo mangiato da un altro squalo bianco al largo dell’Australia.

Immagine dal web
Immagine dal web

La foto lascia spazio a pochi dubbi sul responsabile dei morsi: a occhio e croce, un altro squalo bianco di circa 5 m
La notizia su fox news è la seguente:
Uno squalo bianco di circa 10 piedi (3m) attaccato da un altro squalo bianco di circa 20 piedi (6m). Lo squalo più piccolo si trovava già agganciato ad uno degli ami delle linee di ami messe a protezione della spiaggia al largo della costa del Qeensland. [...] Avvertiti i nuotatori della presenza di un grande squalo bianco al largo, [...] rafforzata la decisione di mantenere gli ami lungo la costa per proteggere i bagnanti“.

L’idea di proteggere le coste dagli squali segue la filosofia della “protezione tramite eliminazione!”. Per proteggere i bagnanti vengono usati due metodi altrettanto micidiali: le reti antisqualo e gli ami antisqualo.

Entrambe i metodi servono ad uccidere più animali possibile, perché meno squali = meno attacchi.

Le reti antisqualo sono progettate per intrappolare gli animali, hanno una dimensione tale da far incastrare gli squali a livello delle branchie, ma anche molti altri animali (tartarughe, delfini, altri squali assolutamente innocui per l’uomo, razze ecc…) che muoiono soffocati a centinaia lungo le coste di tutto il mondo.

Vittime delle reti anti-squalo (immagini dal web)
Vittime delle reti anti-squalo (immagini dal web)

Un po’ di cifre?
Nel Nuovo Galles del Sud tra il 1995 e il 2004, 48 grandi squali bianchi e 24 squali tigre sono stati uccisi nelle reti antisqualo. Nel corso dello stesso periodo 1485 altri animali marini , tra cui tartarughe, balene, delfini razze, mante, e innocue specie di squali,sono stati catturati e uccisi nelle reti.
A Queensland, durante i primi 15 anni del programma di “Shark conrol” 14328 animali marini, diversi dagli squali sono morti nelle reti antisqualo (Dati forniti dallo Shark control programs).
Lungo le coste del Sud Africa tra il 1978 e il 2008, circa 33′684 grandi squali sono stati catturati dalle reti, di cui il 12,5% è stato liberato ancora vivo.

Le reti anti-squalo tra il 1978 e il 2008 hanno catturato circa 1.063 grandi squali bianchi (Carcharodon carcharias); 1528 squali tigre (Galeocerdo cuvier); 6.610 squali martello (Sphyrna lewini, S. zigaema e S. mokarran), 26 squali balena (Rynchodon typus) e il 1580 le mante (Manta birostris). [Dati del Natal Shark Board NSD, pubblicati in "Africa Geographic" di Maggio 2009].

Per diminuire le catture di tartarughe e delfini è stato messo appunto il rivoluzionario metodo delle linee d’ami (approfondimento)

serie di ami legati a boe galleggianti, con esche attaccate, distribuite lungo tutta la costa, per catturare più specificamente animali predatori.

Inutile parlare dei danni di questo metodo su popolazioni all’apice della catena alimentare, a strategia K e che si riproducono poco!!!

Quindi la notizia è che uno squalo bianco che si dibatteva su un amo, messo apposta per catturarlo, ha fatto da esca ed è stato morso in due punti da uno squalo più grande.

Il fatto che la causa dell’attacco fosse proprio l’amo… non ha sfiorato gli amici australiani.

Poi, la sera stessa, un amico (Rodolfo Cianchi) mi ha fatto notare che la notizia è apparsa anche sul Corriere della sera ….andando a vedere ho scoperto grosse differenze tra i due articoli. Il “nostro” giornale si concentra sulle dimensioni dello squalo più grande che ha attaccato il più piccolo millantando 7m!!!

Il corriere della sera si preoccupa di mettere nel titolo “lungo più di 7 metri e non ha avuto problemi ad azzannare un altro esemplare della sua stessa specie”… ma ciò che si scorda di scrivere è proprio la causa dell’attacco: non viene menzionato da nessuna parte il fatto che quello azzannato era uno squalo già attaccato all’ amo!!!

Si limitano a dire tra le righe che “si era incagliato in una rete da pesca”.
Sottolineano quindi il brutale attacco cannibale tra i due animali e dimenticano di dire che il più piccolo si stava dibattendo da un amo UMANO e stava agonizzando quando un secondo squalo ne ha approfittato.

Scommetto che legando una capra in mezzo alla savana dei leoni farebbero lo stesso….ma tutti se la prenderebbero con chi ha legato la capra!

Quindi, per l’ennesima volta….l’ informazione italiana arriva sbagliata e a pezzi e viene dato più spazio al sensazionalismo che alla realtà i 6m diventano 7…le batterie di ami messe apposta per catturare gli squali e salvare i bagnanti diventano un’innocua rete da pesca e un predatore che si nutre di un altro pesce (seppur della stessa specie) che sta morendo… diventa un cannibale assassino!

Speriamo che le cose cambino, così com’è successo per le tigri e per i lupi perché, di questo passo, in mare, non avremo più predatori da proteggere!!!



2 Commenti

  1. alessandro on martedì 10, 2009

    perchè gli squali attaccano gli umani

  2. francesco on martedì 10, 2009

    ma bastaaaaaaaaaaa con sto forzato malessere per altre razze animali,l’uomo è l’animale più importante di tutti,e va protetto punto…..la vita di un uomo non vale quella di 1000 10000 1000000 di animali?????,minkia siete idioti davvero,voglio vedere se un vostro caro viene ucciso per colpa di qualche coglione che ama gli animali più della specie umana…….