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Uno dei problemi più pressanti per quanto riguarda l’inquinamento in generale -e quello delle acque in particolare- riguarda la concentrazione dei metalli pesanti e del Mercurio (Hg) in particolare.

La forma più tossica del mercurio per l’organismo umano è un suo composto organico chiamato Metilmercurio (CH3Hg+), che produce danni gravissimi e generalmente irreversibili. Sia il Hg inorganico che il metil-Hg possono entrare nella catena alimentare, ma solo il metil-Hg si può bioaccumulare e “biomagnificare”. Ciò rende la forma organica particolarmente pericolosa per gli organismi viventi.

Numerosi studi hanno evidenziato che le concentrazioni di mercurio nei sedimenti nel Mar Adriatico sono fra le più elevate del Mar Mediterraneo e che esiste un aumento dei tenori di Hg da sud verso nord. In particolare, nel settore settentrionale del Golfo di Trieste, i tenori di Hg possono superare anche di molto i valori medi mondiali (fondo naturale o background).

Cinabro

Una delle principali cause di tali concentrazioni, oltre alla forte pressione antropica, sono i giacimenti minerari situati nell’entroterra. Ciò riguarda in particolare il distretto minerario di Idrija (Slovenia), dove già nel 1500 ebbe inizio l’estrazione del cinabro (HgS) e del Hg nativo. L’attività estrattiva si è protratta negli anni, diminuendo gradualmente negli ultimi decenni fino alla definitiva chiusura dell’impianto nel 1996.
Per anni, quindi, le acque del torrente Idrijca hanno drenato i suoli mercuriferi del distretto, confluendo poi nel fiume Isonzo, il quale ha trasportato i sedimenti contaminati fino alla propria foce, nel Golfo di Trieste. Si può quindi affermare che il sistema Isonzo–Idrijca rappresenta l’anello di congiunzione tra la fonte di contaminazione (il distretto minerario di Idria) e le sedi di accumulo: parziale nell’area centrale del Golfo di Trieste, finale nella Laguna di Grado.

Una volta immesso nei fiumi e nei mari, il mercurio viene diluito nella colonna d’acqua o si trova associati alle particelle in sospensione, accumulandosi in seguito nei sedimenti di fondo, grazie ai processi chimico-fisici e all’attività biologica. Attraverso il monitoraggio dei sedimenti si possono, quindi, ottenere informazioni sulle quantità, sulle modalità e sui tempi di un eventuale cambiamento ambientale locale delle concentrazioni di metalli pesanti.

miniere Idria

Miniere di Idrija

Una recente tesi di laurea ha avuto lo scopo di capire : a) quali sono i livelli di Mercurio e di Metilmercurio nel Golfo di Trieste , b) quale è l’andamento di tali livelli in funzione del tempo, c) quali sono le sorgenti dell’inquinamento da Mercurio e d) come e dove il Mercurio diventa Metilmercurio (la forma più dannosa per l’uomo). Di seguito verranno riportati sommariamente i principali risultati.

Mercurio
I tenori di mercurio più elevati (superiori al background naturale pre-attività mineraria) sono stati riscontrati nei sedimenti fluviali (Idrijca e Isonzo), associati alla sabbia molto fine e al silt grossolano. Qui il mercurio è presente come detrito sotto forma di particelle di cinabro, così come avviene per i sedimenti marini più grossolani, deposti nell’area antistante la foce dell’Isonzo. Nelle aree più distanti dalla costa ed in laguna di Grado, il metallo è invece associato alle particelle più fini trasportate in sospensione dalle correnti fluviale e costiere.

Metilmercurio
Il metilmercurio è risultato molto abbondante in ambiente fluviale, in particolare in corrispondenza di specchi d’acqua isolati dall’alveo principale del fiume Isonzo in regime di magra. Qui la presenza contemporanea di sostanza organica e di condizioni poco ossidanti nei sedimenti, rendono questi siti i più favorevoli per la metilazione del metallo attraverso l’attività batterica. La conversione del mercurio in metilmercurio avviene infatti in specifiche condizioni (presenza di batteri solfo- riduttori, di bassi livelli di solfuri, esistenza di un ambiente anossico e abbondanza di materia organica).
Basse concentrazioni di metil-Hg sono state invece riscontrate nei sedimenti marini, evidenziando come tale ambiente sia meno incline ad accumulare il composto.

Meccanismi di trasporto del Mercurio
L’apporto principale di mercurio nel Golfo, nell’arco dell’anno, è risultato avvenire grazie all’ingente contributo di particelle in sospensione trasportate durante gli eventi di piena del fiume Isonzo. Seguendo lo spostamento della plume (pennacchio di acqua dolce e particelle del fiume) dal Golfo di Trieste fino alla bocca lagunare di Primero, è emerso che l’espansione del corpo fluviale superficiale avviene prevalentemente in direzione sud-sudovest. In particolare, una zona del plume prossima alla foce appare caratterizzata dal maggior apporto terrigeno e di Hg.
Una campagna sperimentale presso la bocca lagunare di Primero ha accertato il ruolo dei flussi delle maree nel trasporto del Hg nella laguna di Grado. Secondo una stima grossolana la quantità di Hg che si depositerebbe in un semiciclo di marea corrisponderebbe a ca. 50 % del Hg entrato con il flusso crescente, determinando un accumulo di mercurio all’interno della laguna: le basse concentrazioni di metil-Hg trasportato dal mare all’interno della laguna, invece, indicano che la forma organica del metallo presente nei sedimenti lagunari sia prodotta in situ piuttosto che di provenienza isontina.

Pesca a grado

attività di pesca in laguna di Grado

In conclusione, sebbene l’attività mineraria ad Idria sia stata sospesa, la persistenza di elevate quantità del metallo in tutto il bacino idrografico del fiume Isonzo unitamente ai meccanismi di trasporto e dispersione descritti, contribuiranno ad apportare mercurio nell’ambiente marino e lagunare anche in futuro così come in passato. Tale accumulo porta quindi a una produzione di Metilmercurio all’interno della laguna, a causa delle particolari situazioni ambientali esistenti.

Seppure non sempre nei luoghi in cui si rilevano alte concentrazioni di elementi tossici si ha un accumulo di tipo biologico nella catena alimentare (in alcuni casi, e per alcuni elementi, solo una parte del metallo infatti è biodisponibile), l’importanza di questo risultato è evidente in relazione all’attività di allevamento nelle valli da pesca presenti in laguna e alla proprietà del metilmercurio di accumularsi negli organismi viventi senza possibilità di smaltimento.

Testo di Ylenia Viso

FONTE:

Tesi di laurea in geologia di Ylenia Viso - “Meccanismi di trasporto e dispersione del mercurio di provenienza isontina nel Golfo di Trieste”

Relatore: A. Brambati
Correlatori: S. Covelli, S. Predonzani



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