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Dopo più di un anno di assenza da questo blog, eccomi di nuovo a inviare qualche flash da Gansbaai, paesino di pescatori all’estremo sud….del Sud Africa. Di nuovo alla ricerca dello Squalo. Ma andiamo con calma…

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COME E’ COMINCIATA
Prima di cominciare, vorrei spendere due parole per spiegare come sono finita in fondo al mondo. Tutto è cominciato con delle alghe, perché stanno, come sempre, alla base di tutto ….

E non pignoleggiate sulle reti trofiche basate sulla vita batterica, per favore!!!. Al mio primo congresso SIBM mi trovavo piccola e spaurita con il mio poster su alghe del 1700 riportate sotto la luce dei riflettori grazie alla magia di internet, tra un poster e l’altro, di colpo uno squalo bianco. Ma proprio di colpo! Spiccava come una mosca bianca in mezzo al congresso SIBM, tra acciughe, contenuti stomacali, alghe e acquacolture, uno studio sul comportamento predatorio di uno squalo bianco! Ho passato il pomeriggio a leggere impunemente i cartellini dei congressisti, fino a trovare gli autori del poster (Phd Primo Micarelli ed Phd Emilio Sperone e Sara Spinetti).

Da li a scendere con loro in Sud Africa….a laurearmi alla specialistica sul grande squalo bianco il passo è stato breve, perché dopo averlo visto dal vero ho subito un vero e proprio colpo di fulmine. Ma dopo la laurea … che fare in un momento in cui la ricerca pura in Italia è meno importante del colore delle mutande del calciatore in panchina in serie C ? Semplice, si comincia a bussare le porte all’estero, quindi ora sono in paziente attesa delle risposte concrete (perché a parole sono capaci tutti…) da università estere. Nel frattempo anziché girarmi i pollici ho fatto armi e bagagli e sono tornata in Sud Africa.

CON CHI STO LAVORANDO
Fondamentale prima di lavorare in Sud Africa è stato ottenere i famigerati permessi della Marine Coastal Management….dirò solo che mi ci è voluto tutto un anno e all’incirca un trentina o forse più di e-mail.

Ottenuti quelli mi sono “appattellata” a Michael Rutzen, un ex-pescatore che si è convertito allo shark diving, (attività che sta risollevando l’economia di questo paesino che fino a qualche anno fa arrancava vivendo di sola pesca). Quello che però rende Michael speciale è che, dopo 15 anni di osservazioni, ha cominciato ad osservare meglio come si comportavano questi grandi predatori e, dopo essere andato in giro per tutto il mondo dai massimi esperti di squali al mondo (Dr. Gruver, per citarne uno….), ha cominciato ad immergersi senza gabbia in presenza dei grandi squali bianchi.

Michael si è offerto di portarmi ogni giorno in mare con la sua barca, il “Barrcacuda”, un cabinato di 13m, in questo modo potrò cominciare a rendermi conto quanti e quali squali differenti si riescono a vedere in 4 mesi di osservazioni e, cosa più importante, potrò imparare moltissimo su questi animali. Potrò imparare da una persona che vive con, per e degli squali bianchi, quelle cose che i libri non hanno ancora mai scritto.

Sara Andreotti



1 Commento

  1. Paola Porcu on giovedì 9, 2009

    ciao sara,
    faccio un lavoro completamente diverso dal tuo, mi occupo di turismo online, ma vorrei sapere com’e’ andata visto che ho una passione, quella per lo squalo, che vorrei alimentare con qualcuno che ha avuto esperienze dirette con questi bellissimi animali. spero che mi farai sapere qualcosa! in bocca al lupo paola